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Il governo Renzi si prepara al semestre italiano nell'Unione Europea con un piano liberista e autoritario che colpisce a fondo la Costituzione. Ce lo chiede l'Europa, dice questo governo come i suoi predecessori. Così abbiamo avuto l'età pensionabile più alta d'Europa e una serie continua di leggi per estendere il precariato, ultima il Jobs Act. L'Italia è il solo paese della Unione Europea che ha messo nella Costituzione la clausola capestro del pareggio di bilancio e ora il governo Renzi si prepara ad una nuova ondata di privatizzazioni e tagli di servizi e di posti di lavoro, coperti dalla concessione di uno sgravio fiscale che verrà pagato con la distruzione di ciò che resta dello stato sociale, anche tramite una “spending review” che, invece di colpire corruzione e privilegi, intende bastonare ulteriormente i più deboli. La democrazia è in pericolo, si costruisce un sistema elettorale ancora più autoritario ed escludente di quello attuale e ovunque, sul piano delle relazioni sociali, crescono le spinte antidemocratiche, di cui é parte fondamentale il recente accordo tra Cgil-Cisl-Uil e Confindustria sulla rappresentanza sindacale, che massacra ulteriormente i diritti sindacali e del lavoro.

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La scadenza di venerdì 11/4 alla REGIONE LAZIO ha raggiunto questi obiettivi :

- una partecipata mobilitazione del coordinamento esternalizzati di varie aziende laziali (Sant’Andrea, IFO, San Filippo, Spallanzani, Policlinico, ASL RMD-Ostia, San Giovanni);

- un imposto incontro con la cabina di regia e rappresentanti della regione;

- la convocazione per il 6/5 alla Pisana del Coordinamento con la commissione Salute della regione per una audizione pubblica sulla tragica situazione della sanità pubblica e dei lavoratori esternalizzati;

- la riconvocazione del tavolo regionale entro la metà di maggio

PRIMO PIANO

L'introduzione del numero chiuso per l'accesso alle Università nel 1999 ha rappresentato un forte arretramento rispetto alle conquiste dei movimenti studenteschi che esattamente 30 anni prima avevano ottenuto la liberalizzazione dell'accesso, prima riservato solamente a coloro che provenissero da studi liceali ben connotati socialmente.

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Un dirigente scolastico avvia un procedimento disciplinare contro Franco Coppoli, un docente dell’Istituto per Geometri di Terni che la settimana scorsa ha impedito l’irruzione in classe a una squadra di poliziotti con cane antidroga che pretendevano di interrompere le lezioni e controllare gli studenti e l’aula come se si trattasse del Bronx.

Renzi: il fumo fa sparire l’arrosto

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Il fumo riempie la scena, ma l’arrosto non c’è. Pur non avendo preso sul serio le rodomontate di Renzi, le rottamazioni, la nuova politica che spazza via la “casta” ecc.., e avendo chiaro fin dall’inizio che, data la smisurata ambizione e smania di potere, l'ottimo allievo di Berlusconi avrebbe cambiato tesi e programmi da un giorno all’altro con clamorosi annunci e altrettanto clamorose svolte a 180 gradi, pur tuttavia gli ultimi giochi di prestigio dell’ex-Grande Rottamatore sono rimarchevoli.

Il Governo Renzi finora si è caratterizzato come il governo degli annunci tesi a conquistare il consenso personale per il Grande Imbonitore: ogni volta viene fissata una scadenza “urgente”, che poi viene continuamente spostata in là. L’unica certezza è il decreto legge sull’ulteriore precarizzazione del lavoro: contratti a termine “acausali” (senza motivazione) anche per 3 anni per evitare il rischio che i giudici li dichiarassero illegittimi; 8 proroghe per consentire contratti precari anche su posti che sarebbero a tempo indeterminato; nessuno obbligo di stabilizzazione degli apprendisti per poterne assumere altri; nessun obbligo di formazione teorica per cui il contratto di apprendistato si palesa per quello che è sempre stato: lavoro sotto pagato senza formazione!

A colpi di decreti legislativi hanno bloccato i contratti nazionali e decentrati, distrutto diritti acquisiti nel corso degli anni. I sindacati firmatari dei contratti, da 20 anni a questa parte si sono occupati solo di sottoscrivere accordi nazionali a perdere e  riservando alla contrattazione decentrata  la sola discussione sulla composizione del fondo che nei fatti viene decisa dalla controparte lasciandoci esigui spazi di manovra.

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Grazie alla mobilitazione congiunta dei docenti "inidonei" e dei precari Ata, messa in campo dai COBAS, ottenute 3.550 assunzioni a tempo indeterminato per gli ATA.

Convegno CESP 13 marzo ore 9 a Roma, Viale Manzoni 55, con docenti inidonei e precari Ata che dalle 12 manifesteranno al MIUR per incontrare la ministra Giannini.

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MANIFESTI