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Abbiamo fatto di tutto per bloccare “La Cattiva Scuola” di Renzi, ma alla fine questo Parlamento – eletto con una legge che la Consulta giudica “incostituzionale” - ha approvato la L. n. 107/2015. Ancora una volta il “Palazzo” ha dimostrato tutta la distanza, se non il disprezzo, nei confronti di lavoratori, studenti, genitori e cittadini che nell'ultimo anno si sono unitariamente opposti a questo catastrofico progetto che la maggioranza dei deputati e dei senatori ha servilmente approvato.

Ma, persa questa battaglia, dobbiamo comunque continuare a contrastare la guerra dichiarata alla Scuola Pubblica dal Governo e dai suoi sostenitori e dal 1° settembre lo scontro si dovrà intensificare all'interno delle scuole e nella società, in forme diffuse, profonde e, speriamo, ancora unitarie, per ostacolare l'attuazione della “Cattiva Scuola”. Abbiamo individuato alcune priorità.

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Ma il governo, il PD e Renzi pagheranno pesantemente l’aggressione alla scuola pubblica. Dal 1° settembre in ogni scuola “barricate” unitarie per impedire l’applicazione della legge. 

Non ci aspettavamo certo che, dopo l’imposizione violenta della fiducia al Senato, il ducetto Renzi rinunciasse proprio alla Camera - laddove ha una maggioranza schiacciante grazie ai dittatoriali meccanismi elettorali – a far approvare la sua cattiva scuola. Né possiamo sperare che ora un presidente della Repubblica “miracolato” da Renzi riconosca, come dovrebbe, l’anticostituzionalità di una legge che persino la commissione del Senato ha dichiarato tale. Dunque, la porcata è compiuta: il distruttivo articolato è purtroppo legge.

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Ai lavoratori ex Multiservizi viene riconosciuto dal Giudice del Tribunale di Frosinone le istanze per le quali sono in lotta da due anni. Ai primi 29 seguiranno, probabilmente altri 80. 

Uno schiaffo alla privatizzazione dei servizi e alle logiche delle spartizioni oggi clamorosamente evidente anche grazie a "mafia-capitale". 

Ringraziando tutti coloro che ci sono stati vicini, la lotta continua con più convinzione fino al rientro sul posto di lavoro di tutti gli esclusi e alla gestione pubblica dei servizi.

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La protesta contro la " petrolizzazione dell'Adriatico-progetto Ombrina Mare & altri" ha invaso Lanciano , che a malapena è riuscita a contenere la marea umana costituita in gran parte dalle popolazioni abruzzesi delle 4 province e dalle numerose delegazioni provenienti soprattutto dalla Basilicata, Puglia, Campania, ma anche dalla Lombardia, Lazio, Marche, Sicilia, Veneto.  

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I lavoratori della formazione in Sicilia sono, anzi erano, 8000, impiegati in servizi e interventi formativi, nei corsi di completamento dell'obbligo scolastico (un tempo denominati Oif).

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IN EVIDENZA

 Anche l'USB aderisce all'accordo del 10 gennaio 2014    

Apprendiamo, senza alcuno stupore, che il Consiglio nazionale dell’USB“a fronte della sentenza emessa dal Tribunale di Roma che ha rigettato il ricorso legale nei confronti dell'accordo del 10 gennaio 2014 sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria e prendendo atto della pressante richiesta di migliaia di lavoratori, iscritti e delegati sindacali USB di non abbandonare il presidio sindacale nelle fabbriche e nei posti di lavoro, è costretto a dare formale adesione all'accordo del 10 gennaio”.

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Con il 5 x MILLE sottoscrivendo l'apposita casella nel 730
o Unico e indicando il Codice Fiscale dell'associazione - 97342300585

Definitivo azimut2015-2.pdf 1,40 MB

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Le foto di Bologna, Trieste, Torino, Firenze, Palermo sul sito dei Cobas Scuola

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