Notizie
Il 12 marzo la scuola sciopera e manifesta a Roma da P.della Repubblica (ore 10) al Ministero P.Istruzione di V.le Trastevere, nei cui confronti si svolgerà un assedio permanente.
Docenti, Ata, studenti e genitori di nuovo insieme in piazza contro la distruzione della scuola pubblica
Approvato il Collegato Lavoro
L'approvazione definitiva del così detto collegato lavoro (disegno di legge 1167-b/Senato), fortemente sponsorizzato dal ministro del lavoro, Sacconi, rappresenta, nella formula più subdola ed ipocrita, una sorta di de profundis nei confronti dell'art. 18.
Questa volta, a differenza che nel 2002, l'attacco all'art. 18 non è frontale, piuttosto il governo, con il sostegno della Confindustria, di Cisl-Uil-Ugl, cerca di aggirare il problema, svuotando di efficacia l'art. 18 nella sua funzione di tutela e garanzia per il lavoratore.
INCONTRO DI LAVORO “ SALUTE-SICUREZZA DEL LAVORO E DELLE POPOLAZIONI”
ROMA 6 MARZO 2010 ore 10.00 - 16.30
viale della PRIMAVERA 319/I
In questo disumano periodo storico , in cui il liberismo moderno ha
prodotto la più feroce crisi economica,ambientale,alimentare e di
democrazia , continuiamo a sentire imprenditori,economisti e politici
esaltare il capitalismo come motore del benessere.
La Corte Costituzionale boccia i tagli degli insegnanti di sostegno
La Consulta ha dichiarato incostituzionali i brutali tagli bipartisan (Prodi e Tremonti) ai posti di lavoro degli insegnanti di sostegno fondamentali per l’integrazione degli alunni disabili nella scuola.
Appelli per la giornata di lotta e di protesta dei migranti del Primo Marzo
Appello per una didattica alternativa e della Rete Europea Educazione
I COBAS partecipano al Primo Marzo di lotta e di protesta dei migranti
La rivolta di Rosarno ha drammaticamente portato alla ribalta i perversi ingranaggi dello sfruttamento dei migranti: brutali ricatti per imporre lavoro in nero, paghe miserrime e condizioni di lavoro bestiali, vessazioni e violenze da parte dei “caporali”, ricoveri fatiscenti totalmente privi di servizi igienici, luce ed acqua, nessuna assistenza sanitaria: e il tutto spesso sotto il tallone di ferro della criminalità organizzata.
Da trent’anni a questa parte migliaia e migliaia di immigrati si spostano nel Sud d’Italia seguendo il ritmo delle stagioni e delle colture, manodopera maschile a basso costo su cui si è retta l’agricoltura e buona parte dell’economia del Meridione.
