Notizie
IL 17 NOVEMBRE LAVORATORI E STUDENTI IN SCIOPERO E IN PIAZZA
LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA
LIBERTA' DI MANIFESTARE A ROMA E OVUNQUE
Il sindaco di Firenze Renzi condannato
Forse non tutti sanno che è stata emessa la condanna in primo grado da parte della Corte dei conti della Toscana per il danno erariale dovuto all’ inquadramento contrattuale (un livello maggiore del dovuto) di alcuni assunti a tempo determinato. I giudici hanno accertato come in numerosi casi il giovane Renzi, all'epoca dei fatti Presidente della provincia di Firenze, piazzava ai vertici dell'Ente amici e amichette senza alcun titolo e qualifica. I giudici hanno potuto appurare come nei ruoli-chiave dell'Ente non c'erano professionisti e nemmeno neolaureati, ma invece si trovavano ad esempio un'ex-cassiera di un Outlet, una ex barista, una ex addetta al guardaroba di un night club... Ovviamente senza nessuna offesa per queste categorie.
IL 17 NOVEMBRE 2011 I COBAS CONVOCANO, INSIEME ALLA CUB, LO SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA GIORNATA.
I COBAS MANIFESTERANNO NELLE VARIE CITTA’ INSIEME AGLI STUDENTI IN LOTTA
NO ALLA LETTERACCIA E AL DIKTAT FRANCO-TEDESCO
NESSUN PROVVEDIMENTO DELLA LETTERA-VERGOGNA DEVE PASSARE
USCIRE DALLA CRISI E’ POSSIBILE CAMBIANDO SISTEMA
L’agonizzante governo Berlusconi tenta di salvarsi accettando il diktat di Francia e Germania che vogliono far pagare la crisi ai popoli dei paesi più deboli delle UE, e con la “letteraccia” portata servilmente a Bruxelles programma un ulteriore massacro sociale.
SICUREZZA SUL LAVORO: l'Unione Europea ha richiamato l'Italia al rispetto della normativa.
Ma il governo tenta di scaricare i costi delle sanzioni sui lavoratori
23 ottobre: per il movimento Notav non c’è “zona rossa” che tenga
Oggi il movimento Notav ha dimostrato ancora una volta la sua determinazione.
Più di diecimila persone si sono concentrate a Giaglione condividendo l’obiettivo della opposizione al Tav ed alla militarizzazione della valle, l’assedio al “non-cantiere” e il taglio delle sue reti. Alla fine di una settimana, in cui in ogni modo si è cercato di criminalizzare questo movimento e il corteo, altri ostacoli sono stati posti ai manifestanti: la creazione di una zona rossa di due km di raggio presidiata da quasi duemila tra poliziotti, carabinieri, guardia di finanza e cacciatori delle Alpi, e l’erezione di altre reti sul percorso. Non basta: il fermo poliziesco della stazione di Susa, e numerosi, ripetuti controlli stradali di chi arrivava in auto cercavano di sconsigliare o quantomeno di ritardare l’arrivo a Giaglione. Ma non è servito.
