Dallo sfruttamento all’organizzazione: i cobas lanciano l’inchiesta nel commercio
Dietro le vetrine luccicanti delle grandi catene, dei centri commerciali e della Grande Distribuzione Organizzata si nasconde una realtà quotidiana fatta di ricatti, precarietà strutturale e ritmi di lavoro insostenibili. Il settore della vendita al dettaglio e del commercio in Italia è diventato un vero e proprio laboratorio dello sfruttamento legalizzato, dove il profitto aziendale viene sistematicamente anteposto alla dignità, alla salute e ai diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori.
I dati ufficiali scattano una fotografia drammatica del comparto. Secondo le più recenti rilevazioni ISTAT, l’incidenza del part-time “involontario” in Italia sfiora il 58% sul totale dei contratti a tempo parziale: la percentuale più alta dell’intera Eurozona. Nel commercio, questo strumento non è una scelta di flessibilità guidata dal lavoratore, bensì un’imposizione aziendale. Significa contratti da 18 o 20 ore settimanali, stipendi da fame che raramente superano i 700-800 euro al mese e la costante ricattabilità del doversi rendere sempre disponibili a effettuare ore supplementari per poter arrivare a fine mese.
A questa povertà salariale si aggiungono i dati dell'INAIL sulla sicurezza e sulle condizioni psico-fisiche: il settore del commercio e dei servizi registra decine di migliaia di denunce di infortunio all'anno e un aumento costante e preoccupante delle malattie professionali, in particolare quelle legate all'apparato muscolo-scheletrico e allo stress lavoro-correlato. Mutilazioni, distorsioni, patologie della colonna vertebrale dovute alla movimentazione di carichi eccessivi e ai ritmi di cassa senza sosta non sono fatalità, ma la diretta conseguenza della riduzione dell'organico e dell'accelerazione dei carichi di lavoro.
Il quotidiano dentro i punti vendita è segnato da un’organizzazione del lavoro deliberatamente punitiva:
-Turni spezzati e flessibilità selvaggia: Giornate lavorative frammentate con pause di 3 o 4 ore non pagate, che costringono i lavoratori a rimanere legati al posto di lavoro da mattina a sera, azzerando qualsiasi possibilità di conciliazione con la vita familiare e privata.
-Lavoro festivo obbligato abusivamente: Nonostante la legge italiana (a partire dalla legge 260/1949 e successive sentenze della Corte di Cassazione) sancisca chiaramente che il lavoro nei giorni festivi infrasettimanali e nelle festività nazionali NON può essere imposto unilateralmente dal datore di lavoro, le aziende continuano a inserire i dipendenti in turno d’ufficio, intimidendo chi prova a far valere il proprio diritto all'astensione.
-Permessi e Riposi "a concessione": I riposi compensativi e la fruizione dei permessi previsti dalla Legge 104 per l'assistenza a familiari disabili o con gravi patologie vengono trattati dai responsabili di negozio come un "favore" da concedere o negare arbitrariamente, portando avanti una gestione autoritaria della vita delle persone.
Come Cobas rifiutiamo di accettare questa condizione come inevitabile. Per contrastare l'arroganza padronale serve un'analisi accurata e scientifica del settore, costruita direttamente dalla voce di chi sta alla cassa, tra gli scaffali o nei magazzini.
Per questo motivo abbiamo elaborato e stiamo diffondendo un questionario dettagliato, completamente anonimo, sulle reali condizioni lavorative vissute nei negozi e nella GDO.
Il questionario garantisce il 100% dell'anonimato per chi lo compila, ma richiede l'indicazione dell'azienda o del marchio di appartenenza. Questo ci permetterà di mappare con precisione millimetrica cosa succede dentro le singole catene, individuare dove si concentrano le violazioni più gravi, quali marchi abusano del part-time involontario e dove non si rispettano le norme sulla sicurezza e sui festivi.
Sapere esattamente come agisce ogni singolo marchio ci darà la forza di organizzarci: uniti sapremo quale azienda colpire per prima con vertenze, mobilitazioni e denunce pubbliche. E se gli altri marchi non rispetteranno i nostri diritti, fermeremo anche loro.
Il questionario è compilabile direttamente online tramite i link presenti sulle nostre pagine social e sui siti web Cobas. Contemporaneamente, i nostri delegati e militanti lo porteranno fisicamente davanti e dentro ogni singolo negozio, centro commerciale e outlet.
Non rimanere isolato. La ricattabilità vive nel silenzio e nella frammentazione. Compila il questionario, diffondilo tra i tuoi colleghi di reparto e di store, partecipa all'inchiesta. Trasformiamo la rabbia individuale in organizzazione collettiva: riprendiamoci la nostra vita e i nostri diritti!
Luca Paolocci COBAS Lavoro Privato - Viterbo