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ENEL : GIU’ LE MANI DALLA COLOMBIA

A ROMA PROTESTA DAVANTI SEDE ENEL

GIOVEDI' 16/ 2 , h 15, v.le R.Margherita 125

 Da un lato ci sono centinaia di persone, pescatori, costruttori, braccianti, contadini e mezzadri, accampati lungo il fiume. Dall’altro buldozer, scavatrici, luci che illuminano a giorno il cantiere degli italiani e degli spagnoli.

In mezzo esercito e ESMAD, i tristemente famosi squadroni antisommossa colombiani che dalla loro creazione ad oggi, hanno ucciso decine di presone reprimendo il dissenso.

In questi giorni l’epilogo del conflitto che vede contrapporsi da 4 anni da un lato la controllata ENEL – ENDESA e dall’altro le comunità residenti e resistenti che verranno sfollate per aprire spazio a un mega progetto idroelettrico.

Il Quimbo, questo è il nome della diga che le multinazionali italo spagnole pretendono costruire, è una gigantesca opera che inonderà 8.500 ettari delle terre agricole più fertili del paese, per produrre energia destinata all’esportazione e a coprire il fabisogno energetico interno, che si prevede incrementerà in maniera esponenziale con la conversione in atto del territorio colombiano in una enorme miniera a cielo aperto.

indignati

CAMBIAMO L'EUROPA, CAMBIAMO L'ITALIA

Corteo da piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni – ore 14.00

Sono già centinaia le organizzazioni nazionali e locali, le reti, i movimenti che stanno preparando la loro partecipazione al grande, plurale, pacifico  corteo che nel pomeriggio del 15 attraverserà le vie della Capitale, prima tappa di un percorso di mobilitazione che continuerà anche dopo quella giornata.

La manifestazione partirà alle 14.00 da piazza della Repubblica e, dopo aver attraversato via Cavour, Largo Corrado Ricci, via Dei Fori Imperiali, piazza del Colosseo, via Labicana, via Manzoni, via Emanuele Filiberto, raggiungerà piazza San Giovanni.

210 le mobilitazioni già previste il 15 ottobre in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia causata dalle politiche anticrisi, che difendono i profitti e la  speculazione finanziaria.

15 ottobre 2011

 CALL OCTOBER 15th WILL BE AN EUROPEAN AND INTERNATIONAL ACTION DAY

“human beings before profits, we are not goods in the hands of politicians and bankers,

those who claim to govern us, do not represent us,

the alternative does exist and it is in our hands, real democracy now!"

 

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Dakar

6 febbraio Marcia di apertura

7 febbraio Giornata dell'Africa e della Diaspora

8 febbraio Attività auto organizzate

9 febbraio Attività auto organizzate

10 febbraio Assemblee di mobilitazione

11 febbraio mattina: Assemblee tematiche e di convergenze per l'azione

pomeriggio:Assemblea finale

En apoyo a las huelgas generales de Euskal Herría, Galicia y Catalunya, el 27 de enero jornada de lucha.

NO PACTO SOCIAL

UNIDAD Y LUCHA DE LOS TRABAJADOR@S

Las organizaciones sindicales y sociales reunidas en el día de hoy queremos:
 1.- Ratificar nuestro NO rotundo a la reforma de las pensiones, cuyo único objetivo es recortarlas y dejar el terreno limpio para los planes privados del que harán negocio banqueros y especuladores.
 2.- Manifestar una vez más nuestro rechazo a la política antisocial de este Gobierno del paro, los recortes sociales, las privatizaciones, la reforma laboral y la reforma de la Negociación Colectiva. Rechazamos unas medidas que al dictado de la Patronal, la Unión Europea y el Fondo Monetario Internacional (FMI) tienen como únicos beneficiarios a los bancos y las multinacionales.

Istanbul

I documenti delle Assemblee tematiche e della Assemblea finale (in inglese)

Final Assembly.doc 117,00 kB

Documento finale dell'Assemblea Scuola-Educazione (in italiano)

Appello dell'Assemblea finale (in italiano)

Appello per la giustizia sociale e climatica. Cambiamo il sistema non il clima!

Appello.doc 23,00 kB
libici

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato l'Italia per i respingimenti verso la Libia. Nel cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 persone nel 2009, non è stato in particolare rispettato l'articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura.
.Si tratta della più importante sentenza della Corte di Strasburgo riguardante i respingimenti attuati dall'Italia verso la Libia, a seguito degli accordi bilaterali e del trattato di amicizia italo-libico siglati dal precedente Governo Berlusconi. «Sarà una sentenza storica», aveva spiegato prima del verdetto Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati . «Potrebbe vietare in modo definitivo e inderogabile le operazioni di respingimento di migranti intercettati o soccorsi anche in acque internazionali. La pronuncia della Corte marcherà un principio fondamentale di cui anche l'attuale Governo non potrà non tenere conto nel rinegoziare gli accordi di cooperazione con il Governo di Transizione Libico».

NON DIMENTICARE IL KURDISTAN
SOTTOSCRIZIONE PER LE POPOLAZIONI DEL KURDISTAN

La  Confederazione Cobas ha deciso di sostenere la campagna di aiuti alle popolazioni terremotate del Kurdistan, facendo appello all'intevento di solidarietà di tutte le sedi e alla sottoscrizione che coinvolga sia gli iscritti che la cittadinanza.

curdi

Estremi per i versamenti:

Conto corrente bancario intestato ad Associazione onlus “Verso il Kurdistan”

Istituto Bancario Intesa San Paolo – sede di Alessandria

Codice Iban: IT79 F030 6910 4001 0000 0402 675

Causale: pro terremotati in Kurdistan- contributo volontario

(l'esatta dicitura nella causale del versamento consente la detrazione fiscale)

Among brothel miasma exhaling from the palaces of power, today in the streets of tens of Italian cities, hundreds of thousand workers and students have brought a breath of fresh air, of rebellion and protest against the arrogance of the ruling class and the government.

In the framework of the general strike called by COBAS (with a relevant turnout in school -with an average of 25% in the main cities- but also in the health service, in the public service, Telecom and postal service, in addition to the success of the public transport strike, predated of 2 days- between 50% and 90% in the main cities-) and the one called by FIOM for metalworkers, COBAS and other rank and file unions (with 70-80% joining in the most relevant provinces) workers of the public and private sectors, with many secondary school and university students, have demonstrated today to tell the country and the rest of the world that Italy is not that horrifying and grotesque reality outlined by the ultra-corrupted contortions of a power with no control and institutional, political, moral and cultural restraints.

TOWARDS THE GENERAL STRIKE OF THE 28 JANUARY

 The result of the one-sided and fraudulent referendum at Fiat Mirafiori, is a great example of workers’ resistance and strength and must be translated into a stimulus for all waged and popular sectors towards a large sized revolt against the arrogance of the ruling class and the government ,beginning with the metalworkers’ strike called for the 28 January from Fiom and extended by COBAS as a general strike of all workers.