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IL GATTOPARDO
Il tempo utile per una dignitosa azienda unica regionale del TPL in Abruzzo, secondo quanto votato a dicembre del 2011 in regione Abruzzo e sbandierato dall’Assessore regionale ai trasporti come una “svolta” , sta per scadere . L’unico reale provvedimento lo ha fatto proprio l’assessore regionale Avv.to GD. Morra, il quale ha rinnovato per altri tre anni vari CdA delle aziende interessate (GTM ,FAS e tra poco anche ARPA) !!!!!!!
Questo fatto comporta un esborso di denaro incredibile, in una fase in cui si chiedono sacrifici persino ai pensionati sociali (500€ circa) e rappresenta la conferma ,che non si ha nessuna intenzione di costituire una vera azienda unica regionale, coerente con un piano trasporti efficiente e favorevole per i cittadini, bensì mantenere la situazione com’è , salvo unificare le tre aziende interessate sulla carta, per non andare a concorso ai sensi del famigerato decreto salva Italia. Prima di rendere nota la nostra posizione abbiamo voluto attendere e dar tempo ai vari attori della scena del TPL in Abruzzo per vedere se emergevano reali posizioni discordanti, ma abbiamo avuto solo “un cinguettio” da parte di qualche sindacato tradizionale e nulla più.
Ci rivolgiamo perciò ai lavoratori del TPL in Abruzzo a darci una mano, affinchè si riesca ad aprire una discussione seria sulla questione in Abruzzo. Il silenzio assordante , lo diciamo a chiare lettere ai lavoratori del TPL, gioca contro i lavoratori stessi e contro i cittadini-utenti.
Noi abbiamo già preso contatto con comitati presenti sulla linea Pescara-Roma e a Vasto; abbiamo presentato, insieme ad una associazione di consumatori, un esposto contro i disservizi di Trenitalia. Insieme a costoro intendiamo organizzare manifestazioni e presidi. INVITIAMO PERCIO’ I LAVORATORI DEL TPL A DARE IL LORO CONTRIBUTO DI LOTTA: DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI!
EVITIAMO DI FARE COME NEL ROMANZO “IL GATTOPARDO”: CAMBIARE TUTTO PERCHE’ TUTTO RESTI COME PRIMA!
Cobas Trasporti Abruzzo
CONTRO IL TERRORISMO MAFIOSO E STRAGISTA
L'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi che ieri mattina ha provocato una giovanissima vittima e diversi feriti gravi fra gli studenti fa parte della strategia tendente a minare col terrore e la violenza le rivendicazioni di riscatto sociale che specialmente al sud del paese si legano alla lotta contro il dominio mafioso e clientelare.
Il terrorismo mafioso e stragista è stato più volte abilmente usato per intimidire i singoli e per bloccare i movimenti popolari, con l'obiettivo di garantire lo status quo.
La scelta di colpire una scuola a Brindisi, proprio nel giorno della partenza della marcia antimafia in occasione della strage di Capaci, ci sembra sintomatica, scelta mirata contro la scuola come luogo di promozione sociale e formativo, scelta indirizzata contro le giovani generazioni che rappresentano la concreta speranza per un reale cambiamento nel nostro paese.
Piena solidarietà alle famiglie delle vittime.
Assemblea Nazionale dei Cobas della Scuola riunita a Roma il 19 maggio 2012
VINTO APPELLO PER GRUPPO DI LAVORATRICI E LAVORATORI TELEPOST ESTERNALIZZATE/I DA TELECOM ITALIA NEL MARZO 2004
ANCORA SENTENZA VINTA A ROMA
N.1779/12 del 1 MARZO 2012
Altra VITTORIA DOPO la CASSAZIONE VINTA
il 31 MARZO 2012 A PESCARA
DA LAVORATRICI/ORI MPFacility!!
Altra vittoria di un gruppo di esternalizzat* da Telecom Italia che non si sono
mai rassegnat*, hanno fatto le cause e le hanno vinte in 1^grado, adesso in
appello.
Telecom ricorrerà in Cassazione come fa sempre, sappiamo che i soldi li ha
(anche se mette in contratti di solidarietà 36.000 dipendenti piangendo
miseria), ma anche chi è in causa ricorre e continua la battaglia per poi vincere
in Cassazione, e allora:
TELECOM DEVE REINTEGRARE IN AZIENDA CHI HA VINTO in CASSAZIONE
E CHI VINCE SI SALVA IL POSTO DI LAVORO!!!
CHI NON FA CAUSA A FINE COMMESSA E’ LICENZIATO COME PURTROPPO
E’ SUCCESSO in CEVA LOGISTIC (ex Logistica Magazzini di Telecom) dove una
parte di lavoratrici e lavoratori SI E’ FATTA CONVINCERE DA CIL CISL UIL A
NON FARE LE CAUSE.
ANCORA DICIAMO LE LOTTE PAGANO!
BASTA ESTERNALIZZAZIONI: TELECOM DEVE RIORGANIZZARE
UN’AZIENDA SANA E RIPORTARLA NEL PUBBLICO ANZICHE’ FARSI
DERUBARE DALLE PRIVATIZZAZIONI.
BASTA CON LE CESSIONI DI RAMI DI AZIENDA A SCATOLE VUOTE
(AZIENDE SENZA TITOLO) CON COMMESSE CHE COSTANO DI PIU’ CHE
ALL’INTERNO DELL’AZIENDA.
Facciamo questo APPELLO a Lavoratrici e Lavoratori di Telecom Italia:
Essere esternalizzati significa perdere il posto di lavoro, lottate con noi con i
sindacati di base CUB COBAS che hanno iniziato e continuano la lotta CONTRO
LE CESSIONI DI RAMI DI AZIENDA!!
VOTATECI NELLE ELEZIONI RSU RLS !!!!
PERCHE’ CGIL CISL UIL UGL FIRMANO SEMPRE ACCORDI, NON CI PENSANO
DUE VOLTE A FARLO, SULLA VOSTRA PELLE!!
Telecom Italia è un ‘esperta di cessioni di rami di azienda:
nel 2000 costituisce TESS e cede 360
persone che oggi sono in altre aziende ; cede la stampa bollette a Printel 110 persone (oggi i lavoratori sono
sparsi nel mondo ma anche assunti dalle Poste Italiane); cede a Imser/Telemaco Immobiliare 52 persone
che hanno vinto la causa e sono stati riassunti nel 2005 in Telecom; nel 2002 cede a 4 Società di proprietà
Pirelli R.S. (Agency, Property, Project, Assett 142 lavoratori con commesse relative a Gestione Locazioni,
Amministrazione, Manutenzione e Realizzazione su parte degli immobili, cause vinte con reintegro in
Telecom; nel 2002 cede 143 persone a Savarent-Leasys-Targa Fleet Management per gestione automezzi,
le cause sono state perse perché i sindacati avevano firmato positivamente la cessione; nel 2003 cede 600
lavorat* a HPDCS , parte dei lavoratori ritornano in Telecom con la internalizzazione di Netsiel, ad oggi vinte
cause fino all’appello si attende la Cassazione per il definitivo reintegro in Telecom; nel 2003 cede 337
persone a TNT Logistica e ad oggi chi ha vinto le cause fino all’appello e chi vincerà in Cassazione ritornerà
in Telecom Italia, chi non ha fatto causa convinto da cil cisl uil è stato licenziato e parliamo di Ceva Logistic;
nel 2003 12 persone cedute a Asscom Insurance Brokers srl; nel 2004 cede a Telepost 257 persone, cause
vinte fino all’appello,si attende presto la Cassazione e ritorno in Telecom, intanto chiuse le sedi eccetto 2
Milano Roma, c’è la cigs a zero ore, mobilità ed esodati; nel 2004 cessione di 437 persone a MPFacility per
manutenzione immobili, ad oggi vinte cause fino alla Cassazione, ma intanto cigs a zero ore, mobilità e forse
prossima chiusura sedi; nel 2005 cede a Tecnosis 104 persone rientrate in Telecom perché la cessione è
stata riconosciuta non valida, intanto c’erano cause vinte; nel 2006 cede il servio ClientiRadiomarittimi a ITS
cause in corso e vinte; nel 2006 cedute a Tils Holding circa 200 persone vinte cause; e ancora nel marzo
2010 cedute 2.150 persone di I.T. Operations a S.S.C. e dopo due mesi messe in mobilità e CDS, sono
centinaia le cause presentate.
I SINDACATI DI BASE CUB COBAS HANNO INIZIATO A
LOTTARE FIN DAL 2000 CONTRO LE CESSIONI E A
PROMUOVERE LE CAUSE IN TELECOM CHE SONO
PARTITE E SI SONO DIFFUSE SU TUTTO IL TERRIORIO
NAZIONALE.
CON TANTA SOLIDARIETA’ CHE HA PERMESSO DI
RACCOGLIERE LE SENTENZE E IL MATERIALE PER
FORNIRLO A CHI MAN MANO NE NECESSITAVA
PERCHE’ CEDUTO.
ABBIAMO LA RACCOLTA DI SENTENZE CONTRO LE CESSIONI DI
RAMI DI AZIENDA TELECOM ITALIA PIU’ CORPOSA IN ITALIA,
ABBIAMO COSTRUITO GIUSRISPRUDENZA CONTRO LE CESSIONI
DI RAMO FALSE.
PIU’ CAUSE VINTE E PIU’ SE NE VINCONO PERCHE’ LOTTARE E
NON SOTTOMETTERSI, PAGA SEMPRE!!!
ANCHE PER QUESTO VOTATE PER I
SINDACATI DI BASE CUB COBAS NELLE
PROSSIME ELEZIONI RSU DI MAGGIO.
PERCHE’ CON NOI CI SONO PROSPETTIVE DI
VINCERE QUALCOSA !!
Roma, sabato 2 Giugno 2012 ore 15.00 P.zza della Repubblica LA REPUBBLICA SIAMO NOI
per l’attuazione del risultato referendario, per la riappropriazione sociale e la tutela dell’acqua e dei beni comuni, per la pace, i diritti e la democrazia, per un'alternativa alle politiche d'austerità del Governo e dell'Europa
d un annodalla straordinaria vittoria referendaria, costruita da una partecipazione sociale senza precedenti, il Governo Monti e i poteri forti si ostinano a non riconoscerne i risultati e preparano nuove normative per consegnare definitivamente la gestione dell’acqua agli interessi dei privati, in particolare costruendo un nuovo sistema tariffario che continua a garantire i profitti ai gestori.
Non solo.Da una parte BCE, poteri forti finanziari e Governo utilizzano la crisi economico-finanziaria per rendere definitive le politiche liberiste di privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e dell'istruzione, di precarizzazione dell’intera vita delle persone. Dall'altra le politiche d'austerità ridimensionano il ruolo dell'intervento pubblico per poi alimentare l'idea che la crescita sia possibile solo attraverso investimenti privati, che in realtà si appropriano dei servizi e devastano il territorio.
E' in attoil tentativo di imporre definitivamente il dominio delle "esigenze dei mercati" sulla democrazia, ovvero il diritto di tutte e di tutti a decidere collettivamente sul proprio presente e futuro.
Il 2 giugnoè da sempre la festa della Repubblica, ovvero dellares publica, di ciò che a tutte e tutti appartiene. Una festa ormai da anni espropriata alle donne e agli uomini di questo Paese e trasformata in parata militare, come se quella fosse l’unica funzione rimasta ad un “pubblico”, che si vuole progressivamente consegnare agli interessi dei grandi gruppi bancari e dei mercati finanziari.
Ma la Repubblica siamo noi.
Migliaia di classi alle Superiori liberate dai quiz Vince lo sciopero e il boicottaggio di docenti, Ata e studenti contro gli Invalsiani
Grazie anche al rilevante contributo degli studenti, il blocco degli indovinelli Invalsi alle Superiori è andato anche meglio di quelli, già positivi, delle precedenti giornate di sciopero nella Primaria e nella Media.Molte decine di migliaia di docenti, studenti ed Ata,scioperando o boicottando le prove,hanno liberato dai quiz tante migliaia di classiin una giornata in cui l’alleanza tra lavoratori/trici e studenti ha dato frutti oltre il previsto. E insegnanti e studenti hannomanifestato in almeno 42 città(a Roma davanti al MIUR, con la presenza particolarmente apprezzata anche dei docenti cosiddetti “inidonei”, in lotta da mesi per la difesa del posto di lavoro) contro i quiz Invalsiani e contro una scuola immiserita che subisce disastrosi tagli e vede continuamente diminuiti investimenti e risorse. Anche alle Superiori, in tante scuole e per mezzo stampa si sono ripetute le minacce e le pressioni illegali dei Signori Invalsi e di molti presidi nei confronti di docenti che, pur non scioperando, non intendevano svolgere la distruttiva attività quizzarola, mentre verificheremo nelle prossime ore se presidi-padroni, incuranti della legalità e dei diritti sindacali, abbiano sostituito docenti in sciopero: nel qual caso, come già annunciato, saremo obbligati a procedere per vie legali nei loro confronti.
LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - OVVERO IL GIOCO DELLE TRE CARTE
Appena una settimana fa, proprio a ridosso dell'accordo tra il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi, le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl), le Regioni, le Province ed i Comuni sulla riforma del pubblico impiego, si sprecavano gli articoli sulla stampa che lodavano l'avvenimento con dichiarazioni ottimiste e piene di soddisfazione, rilasciate da ambe le parti. Il fatto veniva presentato come “la svolta” necessaria per il rilancio della pubblica amministrazione – neanche si trattasse di un nuovo profumo da presentare sul mercato per lo shopping natalizio - e del ruolo dei sindacati. Così, non più tardi del 5 maggio si leggeva: “Nelle otto pagine dell'intesa emergono molte novità. Una controriforma rispetto a quella varata con mille polemiche nel marzo 2009 dall'ex ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. […] Nei licenziamenti economici, al contrario della riforma Brunetta, ritorna il coinvolgimento dei sindacati intutte le fasidi mobilità collettiva. Smontata la Brunetta anche nel sistema premiale. L'ex ministro aveva introdotto tre fasce di merito alimentate da un fondo con premi individuali. Ora ci sarà un nuovo meccanismo – da studiare – ma soprattutto nella valutazione prevarrà laperformance organizzativa.” E poi ancora: “Il protocollo firmato ieri notte da Funzione pubblica, Regioni, enti locali e sindacati sulla riforma del pubblico impiego rimette in discussione i tre capi saldi della riforma Brunetta. […] L'intesa definita – spiegano – rappresenta un passo importante perchè stabilisce che la riorganizzazione del pubblico impiego si fa insieme ai lavoratori pubblici, con più contrattazione, più partecipazione e più trasparenza. [..] Il cuore della riforma – si dice – è nella ridiscussione profonda degli indirizzi dettati fra 2009 (legge delega) e decreto attuativo (2010) dalla riforma Brunetta.”
Era il 9 maggio e Massimo Battaglia (segretario generale Confsal-Unsa) dalle pagine di ItaliaOggi, in un'intervista applaudiva all'accordo con queste parole: “il confronto è cresciuto a livello di qualità, e grazie alla disponibilità del governo, è stato possibile conseguire risultati molto importanti e condivisi. Ne è scaturito un Accordo in base al quale si rilancia un migliore progetto di riforma della pubblica amministrazione superando alcune criticità del passato già evidenziate in questi ultimi anni, sia dalla Confsal-Unsa che da altre organizzazioni sindacali.”
Fatti due conti, prendendo per buone le dichiarazioni rilasciate – anche se la storia ci insegna che dubitare aiuta ad alimentare il proprio spirito critico, a far chiarezza e non rimanere impigliati nella rete del ragno – non c'è che da felicitarsi. Si, e magari siamo anche nella fase di ripresa/ricrescita e non ce ne siamo accorti!
Ma ecco che ci viene in aiuto il ministro Patroni Griffi con un'intervista rilasciata al Sole 24Ore dell'11 maggio: “Con l'approvazione dell'intesa sul pubblico impiego [..] Ora sarà possibile applicare la riforma, a partire dal principio del premio selettivo sulla base del merito, a tutte le amministrazioni. Il ministro della Pa e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi è soddisfatto. E lui è pronto a presentare il testo del disegno di legge in Consiglio dei ministri. [..] Il percorso che stiamo compiendo va ben oltre l'allineamento con le nuove regole del lavoro privato e punta a estendere la riforma Brunetta(ma non era stata smantellata con l'accordo??!)Renderla più agevole e applicabile, dopo tre anni dalla sua introduzione. E avendo chiaro un concetto:non esiste nessun potere di veto da parte dei sindacati. Proprio l'articolo 19 della riforma Brunetta, quello riferito alle tre fasce di merito, ha attualmente efficacia solo per circa 280mila dipendenti su 3,3milioni. Sono esclusi i dipendenti del ministero dell'Economia, delle Agenzie fiscali, della Presidenza del Consiglio dei ministri, i ricercatori e i tecnologici degli enti di ricerca e tutti i dipendenti del settore scuola. Per queste categorie, che ammontano a circa 1,2milione di addetti, è previsto un adeguamento ai principi dell'articolo 19 mediante decreti. [..] Nella legge sarà individuato un sistema di valutazione che terrà conto della performance organizzativa come strumento per la valutazione delle figure dirigenziali e della performance individuale come valutazione e conseguente incentivazione all'interno di un ufficio.[..]D.Insomma nessun cedimento ai sindacati? Il protocollo conferma che si deve agire nel vigente modello di relazioni sindacali. Non si legge mai la parola “concertazione” che è stata eliminata con il decreto 150. Si fa riferimento solo all'esame congiunto, che peraltro è una della modalità previste nell'atto di indirizzo all'Aran del luglio 2011, firmato proprio dal ministro Brunetta. D.Il coinvolgimento dei sindacati è previsto anche per la gestione della mobilità? Esattamente come avviene nel privato. Ma il coinvolgimento dei sindacati non impedisce di attivare le disposizioni dell'art. 33 del decreto legislativo 165 del 2001 su esuberi e mobilità. La prima fase, quella dell'individuazione dell'esubero in relazione alle esigenze funzionali o alla situazione finanziaria, è interamente sotto la responsabilità del dirigente. L'individuazione dei soggetti da mettere in mobilità invece, come avviene nel privato, deve essere fatta definendo i criteri di scelta e per questo vanno coinvolti i sindacati.”
Lo stesso Patroni Griffi, che insieme a Giarda e al viceministro Vittorio Grilli fa parte del Comitato interministeriale sulla spending review guidato da Monti, ha avviato “un'ampia attività di analisi e valutazione delle strutture occupazionali, condizioni di lavoro, strutture retributive, prospettive di pensionamento dei dipendenti pubblici e di gestione del turn-over. L'obiettivo, necessariamento nel medio-lungo periodo, è di attivare meccanismi di mobilità territoriale a livello nazionale e forme di flessibilità retributiva. Gli stipendi degli statali fanno parte delle tre principali voci di spesa del flusso di 295,1miliardi considerato “aggredibile” entro il 2014. Un riaggiustamento produttivo che – si sottolinea nel rapporto Giarda – richiede mobilità del lavoro sul territorio nazionale, politiche retributive flessibili, cambiamenti nelle tecniche di produzione. Un vero e proprio piano di ristrutturazione industriale, e il ministro Patroni Griffi sta già operando in quest'ottica. La riorganizzazione della Pa, infatti, si incrocerà con la spending review. “
Pare proprio di trovarsi di fronte al gioco delle tre carte, dove l'operatore/prestigiatore è il Governo (con le sembianze del Ministro della funzione pubblica Patroni Griffi), i giocatori sono tutti i lavoratori del pubblico impiego (stanno alla sorte...con una percentuale di vincita del 33,33% a condizione che non ci sia il diletto del baro!!) e dulcis in fondo tutti coloro che fanno capannello attorno al tavolo (quello delle trattative...) i cosiddetti compari, ovvero i sindacati firmatari.
VITTORIA IN CASSAZIONE CONTRO TELECOM CHE HA ESTERNALIZZATO ILLEGALMENTE
CONTRO LA CESSIONE DI RAMO DI AZIENDA MPFacility
ENTRO LA FINE DI MAGGIO RIENTRANO IN TELECOM!!!
VITTORIA! VITTORIA! VITTORIA !
Hanno vinto, abbiamo vinto, grazie a sei colleghe/colleghi che non si sono mai rassegnat*, anzi si sono dat* da fare, hanno fatto le cause e le hanno vinte in 1^grado, in appello e in Cassazione e adesso Telecom Italia non può tirarsi indietro, la legge le impone di reintegrarle in azienda. Telecom ha dovuto immediatamente convocare con lettera i/le vincenti causa per il loro reintegro in azienda
entro il prossimo mese di maggio.
E FINALMENTE ANCHE LA CASSAZIONE CONFERMA LE NOSTRE RAGIONI : ABBIAMO VINTO in quasi tutte le città italiane circa 150 CAUSE IN PRIMO GRADO, CIRCA 30 IN APPELLO, E 2 PER ORA IN CASSAZIONE T.N.T A Torino e ora MPF a Pescara, sono in arrivo le cassazioni a Mestre Firenze Roma e altre città per MPF Telepost HP.
QUESTA VITTORIA DOPO CAUSE AVVIATE DA PIU DI 12 ANNI, DEVONO INSEGNARTI CARA TELECOM CHE NON TI CONVIENE ESTERNALIZZARE PERCHE’ CREI AZIENDE SENZA TITOLO E PERDI IN TRIBUNALE, PERCHE’ LE COMMESSE CON LE AZIENDE ESTERNE TI COSTANO DI PIU’, E LO HAI PURE AMMESSO!
E ALLORA? QUESTE VITTORIE SONO DI CHI PENSA CHE L’AZIENDA E’ DI CHI CI LAVORA E VUOLE UN’AZIENDA SANA E PUBBLICA, SONO DI CHI DIFENDE E RIVENDICA UN POSTO DI LAVORO CERTO E A TEMPO INDETERMINATO.
TELECOM E’ UNA GRANDE AZIENDA PERCHE’ HA PERSONALE SPECIALIZZATO E CON ALTA PROFESSIONALITA’, PECCATO CHE ABBIA DIRIGENTI, COMPRESO BERNABE’, CHE NON SANNO AMMINISTRARLA E GUADAGNANO TROPPO, E HANNO IDEE BALORDE COME LE CESSIONI.
LA NOSTRA RESISTENZA HA VINTO, DA TELECOM NON CE NE ANDIAMO.
BERNABE’ DEVE REINTERNALIZZARE TUTT* E BEN AMMINISTRARE DALL’INTERNO UN’ATTIVITA’ DI TELEFONIA CHE HA ALTI MARGINI DI SVILUPPO E DI PROFITTO.
AL GOVERNO MONTI E ALLA FORNERO DICIAMO CHE DEVONO RITIRARE LA RIFORMA DEL LAVORO E LA CANCELLAZIONE DELL’ART. 18 PERCHE’ COLPIRE INGIUSTAMENTE CHI LAVORA SIGNIFICA AFFONDARE IL PAESE, E SE VINCIAMO LE CAUSE E’ PERCHE’ LA LEGGE 300/70 E L’ART.18 CI TUTELANO.
SE PASSANO LE MODIFICHE ALL’ART.18 E’ LA FINE DEI NOSTRI POSTI DI LAVORO, DICIAMO NO NO NO
Telecom Italia è un ‘esperta di cessioni di rami di azienda:
nel 2000 costituisce TESS e cede 360
persone che oggi sono in altre aziende ; cede la stampa bollette a Printel 110 persone (oggi i lavoratori sono
sparsi nel mondo ma anche assunti dalle Poste Italiane); cede a Imser/Telemaco Immobiliare 52 persone
che hanno vinto la causa e sono stati riassunti nel 2005 in Telecom; nel 2002 cede a 4 Società di proprietà
Pirelli R.S. (Agency, Property, Project, Assett 142 lavoratori con commesse relative a Gestione Locazioni,
Amministrazione, Manutenzione e Realizzazione su parte degli immobili, cause vinte con reintegro in
Telecom; nel 2002 cede 143 persone a Savarent-Leasys-Targa Fleet Management per gestione automezzi,
le cause sono state perse perché i sindacati avevano firmato positivamente la cessione; nel 2003 cede 600
lavorat* a HPDCS , parte dei lavoratori ritornano in Telecom con la internalizzazione di Netsiel, ad oggi vinte
cause fino all’appello si attende la Cassazione per il definitivo reintegro in Telecom; nel 2003 cede 337
persone a TNT Logistica e ad oggi chi ha vinto le cause fino all’appello e chi vincerà in Cassazione ritornerà
in Telecom Italia, chi non ha fatto causa convinto da cil cisl uil è stato licenziato e parliamo di Ceva Logistic;
nel 2003 12 persone cedute a Asscom Insurance Brokers srl; nel 2004 cede a Telepost 257 persone, cause
vinte fino all’appello,si attende presto la Cassazione e ritorno in Telecom, intanto chiuse le sedi eccetto 2
Milano Roma, c’è la cigs a zero ore, mobilità ed esodati; nel 2004 cessione di 437 persone a MPFacility per
manutenzione immobili, ad oggi vinte cause fino alla Cassazione, ma intanto cigs a zero ore, mobilità e forse
prossima chiusura sedi; nel 2005 cede a Tecnosis 104 persone rientrate in Telecom perché la cessione è
stata riconosciuta non valida, intanto c’erano cause vinte; nel 2006 cede il servio ClientiRadiomarittimi a ITS
cause in corso e vinte; nel 2006 cedute a Tils Holding circa 200 persone vinte cause; e ancora nel marzo
2010 cedute 2.150 persone di I.T. Operations a S.S.C. e dopo due mesi messe in mobilità e CDS, sono
centinaia le cause presentate.
Telecom è questo, LO SPEZZATINO FALLIMENTARE:
Telecom è questo, LO SPEZZATINO FALLIMENTARE: esuberi, cessioni di ramo di azienda in scatole vuote, contratti di solidarietà per circa 36.000 lavoratori compreso il “1254” , mobilità per migliaia di persone che oggi si trovano “esodate” senza certezze di pensione, esternalizzazioni CHE COSTANO DI PIU’ DELLE ATTIVITE INTERNE, aziende esternalizzate che licenziano, con cigs a zero ore, cds, commesse a finire.
Ma che azienda è diventata dopo la privatizzazione iniziata nel 1996 col Governo Prodi e continuata dai Governi successivi D’Alema e Berlusconi?
Come azienda pubblica Telecom non aveva debiti, investiva in nuove tecnologie e aveva 120.000 dipendenti.
Dopo la privatizzazione dal 1996 ad oggi in Telecon si contano circa 46.000 addett*!
EPPURE E’ UNA GRANDE AZIENDA MA INVECE DI INVESTIRE IN TECONOLOGIA COME LA BANDA LARGA, PENSA DI GUADAGNARE DI PIU’ TAGLIANDO FORZA LAVORO.
I SINDACATI DI BASE CUB COBAS HANNO INIZIATO A LOTTARE FIN DAL 2000 CONTRO LE CESSIONI E A PROMUOVERE LE CAUSE IN TELECOM CHE SONO PARTITE E SI SONO DIFFUSE SU TUTTO IL TERRIORIO NAZIONALE.
CON TANTA SOLIDARIETA’ CHE HA PERMESSO DI RACCOGLIERE LE SENTENZE E IL MATERIALE PER FORNIRLO A CHI MAN MANO NE NECESSITAVA PERCHE’ CEDUTO.
ABBIAMO LA RACCOLTA DI SENTENZE CONTRO LE CESSIONI PIU CORPOSA IN ITALIA, ABBIAMO COSTRUITO GIUSRISPRUDENZA CONTRO LE CESSIONI DI RAMO FALSE CHE SIGNIFICA PIU’ CAUSE VINTE E PIU’ NE VINCERAI.
Grazie grazie a tutte tutti noi LA LOTTA PAGA!!!
ANCHE PER QUESTO VOTATE PER I SINDACATI DI BASE CUB COBAS NELLE PROSSIME ELEZIONI RSU
DI MAGGIO. PERCHE’ CON NOI CI SONO PROSPETTIVE DI VINCERE QUALCOSA !!
Dopo il successo della protesta nella scuola Primaria e Media il 16 maggio scioperano docenti ed Ata delle Superiori contro i quiz Invalsi
Si è conclusa positivamente la prima fase di sciopero contro i ridicoli e deleteri quiz Invalsi. Nonostante le minacce di illegali sanzioni e le bugie diffuse a piene mani dai presidi, istigati dagli Invalsiani e dagli ispettori del MIUR, sull’obbligatorietà degli indovinelli, moltedecine di migliaia di docenti della scuola Primaria e Media e parecchi ATA hanno scioperatorifiutandosi di “somministrare” i quiz, aiutati in questo alle Elementari da migliaia di genitori che hanno lasciato i propri figli a casa, collaborando attivamente al boicottaggio della ridicola procedura
Un successo il primo giorno di sciopero contro i distruttivi quiz Invalsi.
Malgrado le minacce ai docenti e le menzogne diffuse da tanti presidi, su istigazione dei Signori Invalsi e degli ispettori del MIUR, nonostante siano state utilizzate contro la protesta anche due micro-sigle simil-Cobas, che dopo essersi aggregate in extremis alla nostra convocazione hanno revocato all’ultimo istante l’adesione consentendo a tanti presidi di annunciare trionfanti che lo sciopero COBAS era stato annullato, oggi decine di migliaia di docenti della scuola primaria e molti ATA hanno scioperatorifiutandosi di “somministrare” i demenziali e distruttivi quiz Invalsi. Ci arrivano però da tante scuole notizie di docenti in sciopero sostituiti, di classi accorpate e ammassate: se le notizie saranno confermate, laddove verificheremo attività anti-sindacali da parte di presidi adoratori dell’Invalsi saremo obbligati a procedere per vie legali. Anche tanti genitori hanno tenuto a casa i bambini/e, ampliando la sacrosanta attività di boicottaggio degli indovinelli, che oltretutto dilapidano i già pochi soldi investiti nella scuola.
Domani saranno le scuole Medie a continuare la protestae a scioperarecontro la miserabile scuola-quiz che smantella materialmente (tagli di scuole e posti di lavoro, blocchi di stipendi e scatti di anzianità, furto di pensioni, riduzione degli investimenti) e culturalmente l’istruzione, trasformando i docenti in addestratori di quiz, che preparino gli studenti ad una futura manovalanza precaria. E la protesta culminerànella giornata del 16 maggio quando entreranno in campo anche gli studenti delle Superiori con varie forme di boicottaggio dei quiz e con manifestazioni nelle principali città insieme ai docenti ed Ata in sciopero (in particolare a Roma manifesteremo al Ministero di V.le Trastevere con inizio alle ore 10).
