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Il 12 maggio sciopero alle Superiori e alle Medie: via i quiz anche dall’esame di Terza Media.

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Manifestazioni nelle principali città insieme agli studenti, a Roma alle 10 al MIUR.

No al preside-padrone, ritiro del Ddl Renzi, eliminazione dei quiz Invalsi, assunzione stabile dei precari: questo abbiamo ribadito nell’incontro con la direzione del PD.

Dopo la giornata memorabile del 5 - con la stragrande maggioranza delle scuole chiuse, una marea di docenti, Ata e studenti in piazza per il ritiro totale del Ddl della cattiva scuola renziana, la cancellazione dei ridicoli quiz Invalsi e l’assunzione stabile dei precari  – il tentativo di boicottaggio degli scioperi anti-quiz, operato di concerto da MIUR e Invalsi, non ha funzionato. Il rinvio alle Elementari degli indovinelli dal 5 al 6 ha finito per ingigantire l’opposizione agli “invalsiani” e la partecipazione allo sciopero.

Una giornata memorabile di lotta, la grande maggioranza delle scuole chiuse, il popolo della scuola pubblica in piazza in venti città.

Decine di migliaia di docenti ed Ata nelle 13 manifestazioni convocate dai COBAS a Roma, Torino, Genova, Padova, Trieste, Firenze, Bologna, Pescara, Napoli, Cagliari, Palermo, Catania, Siracusa.

Nessun cedimento a Renzi: tutti i manifestanti hanno chiesto il ritiro totale del ddl della cattiva scuola. Guai a chi tradirà questa richiesta netta e plebiscitaria! E la lotta prosegue con lo sciopero contro i quiz Invalsi domani alle Elementari e il 12 alle Superiori.

Il tentativo di boicottaggio MIUR-Invalsi si è rivelato un clamoroso autogol

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Il tentativo di boicottaggio MIUR-Invalsi si è rivelato un clamoroso autogol, ingigantendo gli scioperi del 5, 6 e 12 maggio contro il Ddl Renzi e i quiz Invalsi.
Renzi sta cercando di frenare la lotta con qualche emendamento, ma la sua legge va ritirata in blocco e i precari assunti “in ruolo” con decreto urgente.
Il 5 maggio le manifestazioni per il ritiro totale del ddl si svolgeranno a Roma (ore 10 al MIUR, ore 12.30-18 “Circondiamo il Parlamento” a P. Montecitorio), a Torino, Genova, Padova, Firenze, Bologna, Pescara, Cagliari, Palermo, Catania, Siracusa e Trieste.

Giannini e Aiello si credono furbette: il gioco delle parti tra MIUR e Invalsi nel boicottaggio degli scioperi.

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Oltre al MIUR-Invalsi, stiamo diffidando dal rinvio dei quiz anche i/le presidi: attenti/e, poi le denunce per attività antisindacale ve le beccate voi! 

E gli altri sindacati che dicono? Gli insulsi quiz vanno “somministrati” o boicottati? 

Oggi presidio a Frascati davanti alla sede nazionale Invalsi. E il 5 maggio manifestazione a Roma al MIUR (ore 10) e al Parlamento (ore 12.30) durante le votazioni sul Ddl Renzi.  

Giannini e Aiello sembrano ritenersi delle gran furbette in questo sfacciato gioco delle parti per il boicottaggio degli scioperi del 5, 6 e 12 maggio. La furbata dovrebbe funzionare così: il MIUR, “datore di lavoro” nella scuola pubblica, la appalta per tre giorni ad una consorteria privata, peraltro di pessima qualità culturale, affinché svolga i suoi ridicoli indovinelli, e spinge i presidi a sostenere che i quiz sono obbligatori per i docenti; poi l’Invalsi cambia in extremis i giorni dell’”appalto” delle scuole, sostenendo addirittura di fare un favore ai Cinque sindacati, che per il 5 si sono aggregati allo sciopero da noi convocato da tempo, visto che essi NON sono contro i quiz.

Fallirà il boicottaggio degli scioperi del 5, 6 e 12 maggio da parte del MIUR-Invalsi.

5 maggio

Dopo la sciagurata decisione del rinvio dei quiz, crescono ulteriormente le adesioni. Iniziative di protesta in tutta Italia contro il boicottaggio, mercoledi 29 (ore 16.30) presidio a Frascati davanti alla sede nazionale Invalsi. E il 5 maggio manifestazione a Roma al MIUR (ore 10) e al Parlamento (ore 12.30) durante le votazioni sul Ddl Renzi.

Manifestazioni COBAS il 5 anche a Torino, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Cagliari, Palermo, Catania e in altre città per il ritiro del Ddl, da respingere totalmente.

Con la tipica e solenne sfacciataggine dei poteri economici e politici italiani, il MIUR sta provando a parare l’ondata di indignazione creata dal rinvio, illegittimo e antisciopero, dei quiz del 5 maggio alle Elementari, scaricandone le responsabilità sull’Invalsi e sulla presidente (pro-tempore, gli invalsiani cambiano freneticamente i/le presidenti) Aiello.

VENERDI 8 MAGGIO, ore 17,00 a Venezia - LE MANI SULLE CITTA’

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"Il bidone delle società partecipate - Ma partecipate da chi?" con Ivan Cicconi  

Intollerabile imposizione, illegittima e antisindacale, del MIUR per boicottare lo sciopero plebiscitario del 5 maggio: rinviati alle Elementari gli insulsi quiz Invalsi previsti per il 5.

Procederemo subito per via legale, ma è decisiva la corale protesta dei lavoratori/trici in lotta e dei sindacati co-promotori dello sciopero del 5 per bloccare lo sciagurato provvedimento che aprirebbe la strada all’annullamento per via amministrativa dello stesso diritto di sciopero

Mentre ogni giorno che passa vede crescere la protesta del popolo della scuola pubblica contro la cattiva scuola di Renzi e il suo nefasto Ddl e per il ritiro totale, e senza mediazioni o disastrosi compromessi, di una legge inemendabile - e lo sciopero del 5 maggio, indetto dai COBAS da tempo e fatto proprio anche da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, si annuncia come il più grande di sempre per l’Italia - il MIUR ha preso una sciagurata decisione per impedire che il 5 maggio lo sciopero annulli plebiscitariamente gli insulsi quiz Invalsi che in quel giorno si dovrebbero svolgere alle Elementari. Con una intollerabile imposizione, illegittima e antisindacale, il MIUR sposta d’ufficio le prove del 5 maggio al 6, e quelle del 6 (seconda prova sempre alle Elementari) al 7, ben sapendo che mentre lo sciopero del 5 è convocato dai sei principali sindacati della scuola, quello del 6 è, almeno per ora, promosso solo dai COBAS, mentre per il 7 la legge 146/90 impedisce di scioperare (sarebbero tre giorni consecutivi).

Dalle lotte contro la cattiva scuola di Renzi e i quiz Invalsi al voto ai COBAS per le elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione

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Il 28 aprile (29 e seguenti in Sardegna).

Verso lo sciopero plebiscitario del 5 maggio, per il ritiro totale del Ddl Renzi e un decreto urgente per l’assunzione dei precari

Mentre procede l’organizzazione di quello che, il 5 maggio, dovrebbe essere il più grande sciopero della storia della scuola italiana - indetto dai COBAS da tempo e poi fatto proprio anche da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – che, oltre a chiudere la stragrande maggioranza degli istituti, annullerà gli insulsi quiz Invalsi alle elementari,il 28 aprile (il 29 e seguenti in Sardegna) in tutte le scuole si svolgeranno le elezioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Il CSPI fu istituito  dalla legge Casati quale organo della Pubblica Istruzione del regno d’Italia (1861). Redigeva i programmi, selezionava i candidati alle cattedre universitarie, era commissione disciplinare per docenti e studenti, ed altro.

NON VOGLIAMO ABITUARCI ALLE STRAGI DI MIGRANTI

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MOBILITIAMOCI IN PERMANENZA PER L'ACCOGLIENZA DIRETTA

BASTA ! Non ne possiamo più delle lacrime di coccodrillo dei governanti europei, di fronte all'ennesima strage di migranti nel Mediterraneo.

TACETE ! Ogni altra parola,accordo,missione, è un proclama di morte verso i prossimi morituri.

FIN QUANDO NON DECIDERETE CHE IL DIRITTO D'ASILO E' SACRO, predisponendo là dove i profughi fuggono e/o nei paesi limitrofi gli strumenti per il “riconoscimento del diritto d'asilo”, così da programmare direttamente gli approdi in Europa senza passare per i “ mercanti di vite umane” SIETE CORRESPONSABILI DELLE STRAGI !! E COME TALI , DEFERIBILI DAVANTI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI !!

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Il 10 marzo in piazza al Parlamento: decreto subito, con le 150 mila assunzioni promesse.

E la cattiva scuola di Renzi si conferma tale nelle linee-guida presentate al CdM 

Ancora una volta il decisionismo renziano sembra entrare in crisi davanti alla scuola pubblica. O si tratta dell’ennesima furbata e Renzi vuole fregare i precari? Dopo tanti roboanti annunci, neanche ieri il governo ha varato il Piano-scuola e soprattutto l’attesissimo decreto per l’assunzione stabile promessa a 150 mila precari. Tra la ministra Giannini che voleva il decreto per i precari subito e Renzi che intendeva mettere tutto in un Disegno di Legge, il CdM non ha varato né l’uno né l’altro ma solo esaminato le “linee-guida” del Piano. Renzi ha presentato la decisione come una “concessione” democratica al Parlamento, ma è forte il sospetto che voglia scaricare su di esso la responsabilità di non assumere i precari, dati i tradizionali tempi lunghi dei DdL.

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