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Il 13 novembre lo sciopero della scuola con manifestazione nazionale a Roma

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Il 13 novembre l’unico possibile sciopero utile contro la distruttiva legge 107, per un significativo recupero salariale per docenti ed Ata, per l'assunzione stabile dei precari abilitati o con 36 mesi di servizio 

Manifestazione nazionale a Roma, ore 10 al Miur, ore 12 al Parlamento

ESUBERI TELECOM : FIRMATO L’ACCORDO.

CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, SACRIFICI ECONOMICI ENORMI, NESSUN INVESTIMENTO, NESSUNA CERTEZZA.

Il 26 e 27 Ottobre Telecom Italia ha incontrato il COORDINAMENTO NAZIONALE RSU e le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM, UGL 1 e UGL 2, per illustrare il piano per la SOLIDARIETA’ e proseguire il confronto sulle uscite di personale (ART. 4 Legge Fornero).

13 NOVEMBRE SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Manifestazione Nazionale a Roma ore 10.00 al MIUR, ore 12.00 al Parlamento

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Il 24 ottobre la scuola torna in piazza

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Con manifestazioni regionali contro l’applicazione della legge 107 e  l’umiliante “offerta” di 8 euro mensili lordi di aumento nella Legge di stabilità, dopo sei anni di blocco contrattuale

A Roma corteo unitario da P. della Repubblica (ore 15) a P. SS. Apostoli, verso lo sciopero della scuola del 13 novembre

Tra spending review e legge di Stabilità

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La macelleria che sta investendo tutta la pubblica amministrazione assume ormai contorni sempre più devastanti. Che si chiami spending review o legge di Stabilità nulla cambia e negli ultimi giorni siamo arrivati ad un autentico bollettino di guerra.

Nella Legge di (in)stabilità, grottesca “offerta” ai lavoratori/trici della scuola e del Pubblico impiego

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Dopo sei anni di blocco contrattuale, aumenti salariali di 8 euro (lordi) al mese

Confermiamo per il 13 novembre lo sciopero della scuola, che vogliamo unitario e con manifestazione nazionale

 Il 24 ottobre manifestazioni regionali contro l'applicazione della legge 107 e per un consistente recupero salariale. A Roma corteo da P.della Repubblica (ore 15) a P. SS. Apostoli".

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Il 10 marzo in piazza al Parlamento: decreto subito, con le 150 mila assunzioni promesse.

E la cattiva scuola di Renzi si conferma tale nelle linee-guida presentate al CdM 

Ancora una volta il decisionismo renziano sembra entrare in crisi davanti alla scuola pubblica. O si tratta dell’ennesima furbata e Renzi vuole fregare i precari? Dopo tanti roboanti annunci, neanche ieri il governo ha varato il Piano-scuola e soprattutto l’attesissimo decreto per l’assunzione stabile promessa a 150 mila precari. Tra la ministra Giannini che voleva il decreto per i precari subito e Renzi che intendeva mettere tutto in un Disegno di Legge, il CdM non ha varato né l’uno né l’altro ma solo esaminato le “linee-guida” del Piano. Renzi ha presentato la decisione come una “concessione” democratica al Parlamento, ma è forte il sospetto che voglia scaricare su di esso la responsabilità di non assumere i precari, dati i tradizionali tempi lunghi dei DdL.

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