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2014

Blocchiamo il Jobs Act, circondiamo il Senato, imprigioniamoli nel loro Palazzo!

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Dando l’ennesima prova di arroganza e sordità di fronte all’opposizione sociale, il governo Renzi accelera ulteriormente l’iter della legge delega sul lavoro e sul precariato (Jobs Act) e dopo averla liquidata in un baleno alla Camera, ora al Senato intende addirittura mettervi la fiducia, pretendendo  una delega in bianco, visto che dei decreti attuativi nulla è stato detto.

Per una volta possiamo dirlo: viva l’Europa!

precari

La Corte europea fa giustizia per i precari della scuola: devono essere assunti!

Dopo le tante polemiche e i conflitti, ultimo lo sciopero generale del 14 novembre, che abbiamo sostenuto in questi anni contro le politiche economiche  e sociali dell’Unione Europea, per una volta possiamo dire senza tema di smentite: viva l’Europa, o più precisamente, viva la Corte di giustizia europea che oggi – per bocca del suo presidente sloveno Marko Ilesic – ha deciso, ridicolizzando il nostrano MIUR e i governi italici di tutti i colori che hanno consentito la lunghissima illegalità, che i contratti precari per i docenti ed Ata italiani sono illegittimi.

AVVIATO IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE A CARICO DEL PROF. ZOTTI PER AVER TOLTO IL CROCIFISSO DALLA SUA AULA

LUNEDI' 1° DICEMBRE PRESIDIO DI SOLIDARIETA'

 E alla fine il procedimento disciplinare è arrivato. L’insegnante che il 23 ottobre scorso aveva tolto il crocifisso dal muro dell’aula dove insegna, il 1° dicembre dovrà recarsi all’Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia per difendersi dalle contestazioni che gli sono state mosse . Contestazioni che, per quello che ci risulta, vorrebbero il lavoratore essere colpevole per aver esercitato il libero diritto di espressione e di critica, per aver esposto la scuola a polemiche a livello mediatico, cosa che non corrisponde al vero, per aver rimosso un arredo scolastico che si scontra con il diritto del lavoratore di operare in un luogo privo di simboli religiosi, quale il crocifisso, la cui collocazione nelle scuole risale al 1928, come frutto dell'inizio del processo di “conciliazione” tra il Regime Fascista e la Chiesa Cattolica.

I Cobas Scuola seguiranno ora le vicende disciplinari e giudiziarie che Davide Zotti, docente di un Liceo triestino, dovrà affrontare dal prossimo primo dicembre per aver deciso di non insegnare più con un crocifisso sopra la testa, convinto che in uno stato laico la scuola pubblica non debba esporre simboli religiosi che nel nostro Paese fanno diretto riferimento alla Chiesa cattolica, una Chiesa che nei suoi documenti ufficiali e nelle dichiarazioni dei suoi più importanti rappresentanti delegittima le persone omosessuali, calpestando la loro dignità di persone.

Proprio per essere vicini al prof. Zotti, che dovrà difendersi dalle accuse mossegli, per evitare le ingiuste conseguenze delle prevedibili sanzioni, i Cobas scuola annunciano per lo stesso giorno alle ore 16 un presidio presso l'Ufficio Scolastico Regionale, in Via Santi Martiri 3 a Trieste. Chi crede che la difesa di una scuola libera da simboli religiosi rappresenti un punto irrinunciabile per una democrazia, proprio perché la laicità delle istituzioni è garanzia di rispetto e riconoscimento di tutte le differenze, è invitato a partecipare al presidio per lanciare un messaggio di solidarietà a Davide Zotti e di affermazione del principio di laicità dello Stato.

Per i Cobas Scuola FVG

Daniela Antoni

Più di centomila “strikers” nelle piazze di 30 città per lo sciopero sociale

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Parte in maniera eccellente la Coalizione dello sciopero sociale, in radicale opposizione alle politiche del governo Renzi e della UE, al Jobs Act, alla Legge di stabilità, al Piano-Scuola, allo Sfascia Italia

Più di centomila “strikers” socialiper 24 ore nelle piazze, nelle strade, nei quartieri popolari, partendo dai luoghi di lavoro e di studio e dai territori di almeno 30 città(con le punte massime di partecipazione a Roma e a Napoli, 20 mila in corteo in entrambe), hanno decretato l’eccellente successo di una grande e originale Coalizione sociale, di un programma alternativo alla distruttiva austerità e di un metodo di lavoro massimamente democratico ed inclusivo.

Le iniziative e le manifestazioni del 14 novembre

Cortei e manifestazioni con la partecipazione dei COBAS si terranno aTorino, Genova, Milano, Brescia, Padova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Siena, Cagliari, Terni, Pescara, Napoli, Caserta, Salerno, Campobasso, Bari, Taranto, Cosenza, Catania, Palermo, Siracusa. A partire dalla mezzanotte e per 24 ore, si svolgeranno picchetti, sit-in e azioni in luoghi significativi del conflitto.

14 novembre sciopero generale e sociale: i temi, i cortei e le iniziative per 24 ore

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No alle politiche del governo Renzi e dell’UE, No al Jobs Act, alla Legge di stabilità, al Piano-Scuola, allo Sfascia Italia

Ricordiamo a quei mezzi di informazione che sembrano attendere con ansia la convocazione di uno sciopero generale da parte della Cgil che uno sciopero generale e sociale è già stato convocato per il 14 novembre

Uno sciopero generale e sociale c’è già, il 14 novembre

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No alle politiche del governo Renzi e dell’Unione Europea, No al Jobs Act, alla Legge di stabilità, al Piano-scuola

In questi giorni i mezzi di informazione continuano a domandarsi, con enorme spazio, se e quando la Cgil, da sola o insieme a Cisl e Uil, convocherà finalmente il tanto strombazzato sciopero generale, seppure in extremis rispetto alla parabola della Legge di Stabilità e dei decreti sul lavoro.

PROCESSO APPELLO MASTROGIOVANNI

Si è svolta oggi, a Salerno, la prima udienza “filtro” che ha stabilito la calendarizzazione delle udienze del processo avanti la corte di appello per la morte del maestro  Francesco Mastrogiovanni.

I familiari, le associazioni presenti, costituite parti civili, e i relativi difensori hanno ribadito la loro ferma volontà di ottenere piena giustizia in relazione alle gravi responsabilità per la morte di Franco, affinché il processo di appello non si trasformi in un altro caso Cucchi senza colpevoli.

sciopero

I COBAS hanno convocato, insieme alla CUB, all’USI e all’ADL Cobas, lo sciopero generale di tutto il lavoro dipendente, pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre. Insieme a noi promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

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