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Non tollereremo più aggressioni fisiche o verbali ai/alle docenti

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Mercoledì al circolo didattico Leopardi di Napoli una maestra della scuola dell’infanzia è stata aggredita, picchiata e mandata in ospedale da una mamma forse poco soddisfatta di come venisse educato il proprio pargoletto.

E’ l’ennesimo caso di una ormai lunga serie di aggressioni fisiche e verbali alle quali sono sottoposti, da parte di genitori o alunni, i docenti della scuola italiana, dall’infanzia alle superiori.

Una proposta COBAS alle maestre/i diplomate magistrali

        

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Una accampata permanente a Montecitorio fino alla soluzione positiva della vertenza

Fin dalla emanazione dell’inaudita e inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato che intende annullare i diritti acquisiti dalle maestre/i DM (diplomate/i magistrali), i COBAS hanno sostenuto con la massima forza le decine di migliaia di docenti che, utilizzati/e per tanti anni a stipendi miserabili (in media 10 euro l’ora), si vorrebbe ora respingere nella precarietà più totale. Lo abbiamo fatto proponendo due elementi a nostro avviso fondamentali per il successo della lotta: una piattaforma che non dividesse ulteriormente il mondo del precariato, e una struttura decisionale unitaria del movimento di lotta.

FERMIAMO L’ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO

FERMIAMO IL PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO ED IL TAGLIO DEI SALARI, L’AUMENTO DELLA PRECARIETÀ, I LICENZIAMENTI, L’ABBATTIMENTO DELLE TUTELE SU SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI.

                        NO ALLE LE PRIVATIZAZIONI – SI AD UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ

Dopo il pesante deterioramento delle condizioni di lavoro che ha colpito in questi anni anche i lavoratori dei Trasporti a causa di Ccnl e accordi al ribasso, firmati i questi anni da sindacati confederali e autonomi reggicoda, per compiacere i padroni e consolidare la propria struttura di potere, i falsi alfieri dei lavoratori, in accordo con aziende e istituzioni, stanno perseverando in un attacco devastante del diritto di dissenso e di sciopero dei lavoratori.

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L’ATTACCO AL DIRITTO DI SCIOPERO DEVE ESSERE FERMATO

E’ ORA DI VOLTARE PAGINA:

FERMIAMO PEGGIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DI LAVORO ED IL TAGLIO DEI SALARI, L’AUMENTO DELLA PRECARIETÀ, I LICENZIAMENTI

L’ABBATTIMENTO DELLE TUTELE SULLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI

NO ALLE LE PRIVATIZAZIONI – SI AD UN SERVIZIO PUBBLICO DI QUALITÀ

È grave ed inaccettabile l’attacco al Diritto di Sciopero in atto nel settore dei trasporti:una strategia funzionale a imbavagliare i lavoratori in modo da “affondare il colpo” e attuare, senza la prevedibile opposizione sociale, le dannose politiche di privatizzazione/liberalizzazione e precarizzazione, infierendo draconiani tagli salariali e occupazionali, nonchè consistenti peggioramenti normativi all’intera categoria dei trasporti, in tutti i comparti, anche a scapito della qualità del servizio.

L’intollerabile ingiustizia nei confronti delle maestre/i DM (diplomate magistrali)

Il 4 maggio (ore 9, Sala Convegni, V.le Manzoni 55) a Roma Convegno nazionale delle maestre DM organizzato dal CESP

Siamo andati all’incontro al MIUR con i rappresentanti del Ministero Pinneri (vice capo gabinetto) e Proietti (responsabile delle relazioni sindacali) con la speranza che, dopo il parere dell’Avvocatura sulla inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato contro le maestre DM (diplomate magistrali), il MIUR avesse elaborato una positiva via d’uscita dall’intollerabile ingiustizia contro le maestre/i, evitando di trincerarsi per l’ennesima volta dietro la cortina fumogena del “governo che non c’è”. E purtroppo, come nelle precedenti occasioni, abbiamo assistito ad una replica del comportamento che la storia (o la leggenda) attribuisce al ben noto Ponzio Pilato.

Elezioni RSU 2018

I Cobas del Pubblico Impiego crescono nelle Asl e negli ospedali, mantengono e si rafforzano negli Enti Locali e nei Ministeri, con aumento di voti e delegati RSU.

Pur in pieno regime di apartheid  sindacale, con agibilità e diritti inesistenti, senza nessuno spazio e diritto di parola e senza la possibilità di confronto con i lavoratori e lavoratrici nelle assemblee, il cui diritto da sempre ci è negato, e nonostante gli ultimi pessimi rinnovi contrattuali, basati su “mollichelle” salariali e inasprimento di norme disciplinari e giuridiche, verso cui i lavoratori si sono assuefatti incondizionatamente, i Cobas del Pubblico Impiego, in questa tornata elettorale, tengono dove sono presenti e rafforzano il loro insediamento.

Un bel successo dei COBAS della Scuola, pur in elezioni truccate

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1190 liste presentate (270 in più rispetto al 2015), 20720 voti (3400 in più, +20%), 20% di voti in media nelle 1190 scuole e 2.6% in assoluto (+0,4%), 645 RSU elette (+55)

Le cifre della crescita dei COBAS in queste elezioni RSU della Scuola, rispetto alle precedenti del 2015, sono inequivocabili. Però, nella valutazione va fatta un’indispensabile premessa: l’attuale meccanismo per stabilire la rappresentatività nazionale è un’autentica truffa. Per determinarla, in qualsiasi sistema elettorale al mondo, politico o sindacale, si vota su liste nazionali e qualsiasi cittadino/a o lavoratore/trice si può esprimere. E così è stato per decenni anche nella scuola italiana fino a quando, per impedire la crescita dei COBAS e del sindacalismo conflittuale, è stata imposta la valutazione sulla base delle liste RSU di scuola. Cosicché un lavoratore/trice può votare per un sindacato solo se quest’ultimo ha presentato nella scuola un candidato/a disposto a fare il sindacalista di istituto.

Dopo il divieto di Montecitorio, le maestre/i in lotta assediano per ore il MIUR.

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Il governo, vecchio o nuovo, restituisca con un decreto la garanzia del posto di lavoro alle maestre che degnamente insegnano con salari miserabili e classi sempre più impegnative

Il divieto di manifestare a Montecitorio, in occasione dell’insediamento delle nuove Camere, aveva gravemente deluso le maestre/e che volevano inviare ai nuovi/e deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché venga loro restituita  la sicurezza del posto di lavoro, guadagnata in tanti anni  di precariato mal retribuito. La manifestazione, autorizzata in precedenza, era stata vietata all’ultimo momento dalla questura,forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto “turbare” la prima giornata dei neo-eletti/e, “recintando” il Parlamento con un’ampia zonaoff limitsper ogni sorta di protesta. Ciò malgrado, oltre un migliaio di maestre/e, con le bandiere dei COBAS e degli altri sindacati promotori dello sciopero di oggi, hanno circondato e assediato per cinque ore il MIUR, ribadendo con forza, dopo tre scioperi nell’arco di due mesi e altrettante manifestazioni nazionali, la loro protesta contro l’iniqua e assurda sentenza del Consiglio di Stato e le loro richieste, da presentare ai nuovi parlamentari e al governo che verrà (o a quello in carica, se il “ricambio” dovesse tardare).

Il 23 marzo sciopero della Scuola Primaria e dell’Infanzia. La questura vieta all’ultimo momento la manifestazione a Montecitorio.

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L’iniziativa si terrà al MIUR (V.le Trastevere) dalle 9.30.

Il 23 marzo, in occasione dell’insediamento delle Camere e del parere dell’Avvocatura di Stato sull’iniqua sentenza del Consiglio di Stato contro le maestre/i diplomate magistrali (DM),abbiamo indetto,come pure altre organizzazioni,lo sciopero nella scuola Primaria e dell’Infanzia: e in tale giornata volevamo manifestare davanti al Parlamento per inviare ai/alle nuovi/e deputati e senatori un messaggio forte e chiaro affinché vengano restituiti a decine di migliaia di maestre/i il diritto a insegnare e la sicurezza del posto di lavoro che si sono guadagnati in anni e anni di precariato mal retribuito. Ma la manifestazione, autorizzata in precedenza, è stata vietata all’ultimo momento dalla questura,forse per un intervento del ministro degli Interni che non ha voluto “turbare” la prima giornata dei neo-eletti/e, decidendo di “recintare” il Parlamento con un’ampia zonaoff limitsper ogni sorta di protesta.

PER UNA SOCIETA' DEI BENI COMUNI

Una giornata di dibattito sul libro di Piero Bernocchi
OLTRE IL CAPITALISMO
Discutendo di benicomunismo, per un’altra società.

Guarda gli interventi del Convegno

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