Roma e Lazio

PRESIDIO lunedì 7 SETTEMBRE ore 15,00

Organizzato dal COBAS CAPODARCO sotto la sede della Regione Lazio Via R. Raimondi Garibaldi - GARBATELLA
Il presidio è indetto per aprire la vertenza contro la Regione Lazio in relazione alla riorganizzazione dei servizi di CUP e RECUP dopo lo scandalo mafia capitale.

BASTA CON GLI APPALTI TRUFFA

IL PUBBLICO DEVE GARANTIRE SERVIZI DI QUALITA’ E LA DIGNITA’ DI CHI CI LAVORA DA ANNI INTERNALIZZANDO ATTIVITA’ E DIPENDENTI

ROMA : LUNEDI’ 15 – ORE 16,30 – MANIFESTAZIONE AL CAMPIDOGLIO

Le cronache giudiziarie della Capitale mettono in luce un sistema politico-economico malavitoso che con cinismo e arroganza ha di fatto divorato le finanze della città, per finire nelle tasche dei politici, delle imprese, della malavita. Soldi pubblici che dovevano invece tutelare i posti di lavoro e assicurare i servizi ai cittadini e alle cittadine, garantendo lo sviluppo della mobilità, difendendo il territorio e l’ambiente, rispondendo ai bisogni primari come quello della casa, l'assistenza sociale, la scuola, il diritto di asilo, ecc.
Invece no. Una dopo l’altra le amministrazioni capitoline, e in modo scandalosamente vorace la giunta Alemanno, hanno regalato il territorio ai PALAZZINARI, appaltato i servizi pubblici a privati corrotti, regalato le Aziende Pubbliche alla finanza e alle banche, causato il disastro finanziario e la chiusura di gioielli di famiglia come TRAMBUS OPEN per far spazio alle aziende private, nominato e profumatamente stipendiato MANAGER, DIRIGENTI, PORTABORSE.
Scelte criminali che abbiamo pagato e pagheremo con il DISSESTO DI BILANCIO, con le manovre economiche fatte di tagli ai servizi, svendite del patrimonio pubblico, aumenti delle tariffe, per poter rispettare i DIKTAT del GOVERNO e gli assurdi vincoli del patto di stabilità.
NESSUNO E’ ESENTE. Questo non vuol dire unirsi al coro di chi vuole giustizia sommaria o di chi non sa cogliere le differenze nelle responsabilità che emergono di ora in ora. Riteniamo però che gli arresti di questi mesi e gli scandali delle intercettazioni dimostrino ancora una volta che è FALLITO L’INTERO SISTEMA DI ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI, che le PRIVATIZZAZIONI sono un disastro, che l’intero sistema degli appalti, subappalti ad aziende private o cooperative fittizie serve solo a sottrarre soldi pubblici in cambio di voti e tangenti, mentre offre alla città servizi scadenti e condizioni lavorative da terzo mondo.
L’attuale Giunta capitolina è responsabile di questo sfascio, al pari di quella precedente, perchè:
- prosegue con la politica della privatizzazione di ACEA, ATAC, AMA;
- la scia al loro posto i DIRIGENTI e I FUNZIONARI dell’amministrazione che sono responsabili del mal funzionamento dei servizi ai cittadini, denigrando, invece, attraverso tutti i mezzi di comunicazione, l’opera dei lavoratori di questa città, additandoli di essere assenteisti e fannulloni;
- non assume provvedimenti seri di fronte alla perdita di posti di lavoro nel mondo della cooperazione sociale o, come nel caso dei 48 lavoratori della Roma Multiservizi (da settembre 2014 illegittimamente licenziati), non applicando la legge 147 del 2013, che prevede la “mobilità” in altra azienda comunale;
- non arresta la speculazione edilizia;
- non reinternalizza i servizi affidati all’esterno e prosegue nella logica degli appalti al massimo ribasso, privando così di tutele i lavoratori e le lavoratrici degli appalti.
E’ arrivato il momento di prendere la parola. Non ci interessano le strumentalizzazioni elettorali, ci interessano RISPOSTE SUBITO, altrimenti, MEGLIO LE DIMISSIONI!
Non abbiamo bisogno di altri 20 anni di promesse!
Roma, 11/06/2015.

COBAS Lavoro Privato, COBAS AMA, COBAS ATAC / TrambusOpen, COBAS Cooperative Sociali, COBAS Bioparco, COBAS Capanelle, COBAS Capodarco, COBAS ACEA

Il Giudice riconosce fondate le richiesta dei lavoratori in lotta.della ex Frosinone Multiservizi

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Ai lavoratori ex Multiservizi viene riconosciuto dal Giudice del Tribunale di Frosinone le istanze per le quali sono in lotta da due anni. Ai primi 29 seguiranno, probabilmente altri 80. 

Uno schiaffo alla privatizzazione dei servizi e alle logiche delle spartizioni oggi clamorosamente evidente anche grazie a "mafia-capitale". 

Ringraziando tutti coloro che ci sono stati vicini, la lotta continua con più convinzione fino al rientro sul posto di lavoro di tutti gli esclusi e alla gestione pubblica dei servizi.

AMA di Roma

 DELIRANTI LE DICHIARAZIONI DI IGNAZIO MARINO

rifiuti

A seguito dei deliranti attacchi del sindaco Ignazio Marino nei
confronti dei lavoratori di Ama nulla é stato fatto per quel
radicale cambiamento che tutti i cittadini auspicavano. E’ fin
troppo facile lanciare a mezzo stampa accuse false nei
confronti dei lavoratori.
L’incapacità manageriale dell’Ama, nel non saper gestire la
trasformazione industriale si sta trasformando in una
caporetto per il Sindaco e la sua giunta :

ROMA CAPITALE...IN AFFITTO

Roma Capitale gode di un considerevole patrimonio immobiliare composto da 59.422 beni di proprietà.
Tra questi beni vi rientrano strade, risorse archeologiche e monumentali, ville e parchi, cimiteri, mercati,
edifici scolastici e così via; vi sono anche 43.053 beni di edilizia residenziale (di cui 42.455 sono destinati
ad alloggi popolari), 1.789 edifici per usi vari e 598 beni ad uso non residenziale. Da questo ingente
patrimonio, ovviamente al netto dell’edilizia popolare o dei beni culturali (per i quali varrebbe un
ragionamento a parte), il Comune di Roma riesce a trarre entrate piuttosto scarse a causa della cronica
difficoltà ad esigere e riscuotere canoni dai locatari.
D’altra parte, però, l’Amministrazione ha bisogno di molti spazi per ospitare i propri uffici e, non
potendo o volendo sfruttare pienamente il proprio patrimonio, si rivolge a grandi società immobiliari
per avere in uso un’altrettanto considerevole quantità di stabili in locazione. Mettendo dunque a
confronto le due voci – fitti attivi e fitti passivi – emerge un evidente squilibrio tra i 14 milioni riscossi
per gli affitti attivi e i 57,2 milioni di euro spesi per affittare da terzi immobili utilizzati per gli uffici
comunali e le sedi istituzionali.
Non riuscendo ad assicurare la rendita e l’impiego per scopi produttivi del proprio patrimonio,
l’Amministrazione Capitolina, stretta nelle maglie del patto di stabilità e del piano di rientro dal debito,
ha recentemente deciso di vendere le proprietà pubbliche e, parallelamente, ha concluso la procedura
relativa al faraonico progetto di ricollocazione delle sedi di Roma Capitale, attraverso l’aggiudicazione
definitiva alla Astaldi Spa di un “contratto di disponibilità” riguardante la messa a disposizione dei locali
per il c.d. Campidoglio 2, a fronte di un corrispettivo a favore del concessionario di € 516.345.381,10,
per un periodo complessivo di 25 anni.
Con una memoria di giunta del febbraio 2014, è stato inoltre stimolato l’avvio di un “Progetto di Ente”,
divenuto poi obiettivo della dirigenza, consistente nella riorganizzazione e razionalizzazione delle sedi
degli uffici dell’Amministrazione Capitolina. Tale obiettivo è stato tradotto nel proposito di dismettere
le sedi condotte in regime di affitto (passivo), procedendo preliminarmente ad una sorta di ricognizione
delle esigenze degli uffici in ordine alle tipologie e alla quantità di locali necessari ed effettivamente
disponibili. Fin qui tutto bene. I problemi sono sorti quando, agli obiettivi di riduzione della spesa,
sono state anteposte le esigenze di nuovi spazi avanzate da qualche assessore, cui si sono poi sommate
una serie di irrazionalità dettate dall’urgenza di raggiungere, in qualunque modo, il traguardo della
riorganizzazione degli uffici.
Le dismissioni dei fitti passivi si sono pertanto trasformate in una procedura burocratica piuttosto
contorta e opaca, per effetto della quale dall’iniziale esigenza di razionalizzazione si è arrivati, in assenza
di una strategia comunicativa efficace e del budget necessario per le costose operazioni di trasloco, a
programmare e ordinare convulsamente il trasferimento di varie sedi di uffici, trascurando l’obiettivo
principale della chiusura dei rapporti di locazione in regime di fitto passivo
Per fare degli esempi, è stato programmato il cambiamento di sede di una serie di uffici da uno stabile
in affitto all’altro (da Via delle Vergini a Largo Loria, da Largo Loria a Via Ostiense, da Viale Pasteur a

Prendono il via i lavori per il nuovo impianto sportivo di Roma.

malnome

A quanto pare, a breve, partiranno i lavori di un nuovo impianto “sportivo” nei pressi dello stabilimento Ama di Ponte Malnome: dovranno attendere i tifosi della Roma, la questione non riguarda il loro stadio, ma quello che si prospetta è un “sorciodromo temporaneo”, dove in pista sfrecceranno ratti di ogni genere. Ma ad intimorire non è solo il povero animale, ma è l’aggettivo utilizzato che, casualità, in questo Paese e particolarmente in questa città, spesso si trasforma in “definitivo”.

PER UNA SOCIETA' DEI BENI COMUNI

Una giornata di dibattito sul libro di Piero Bernocchi
OLTRE IL CAPITALISMO
Discutendo di benicomunismo, per un’altra società.

Guarda gli interventi del Convegno

locandina WEB
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